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Aggiornamento 2018Intervendo della dott.ssa Simonetta Ferrante, psicologa e psicoterapeuta presso...

Confessione del papaGIUBILEO E CONVERSIONE
Il termine conversione viene spesso riferito in modo prioritario o esclusivo al passaggio dal peccato alla grazia, dall’incredulità alla fede, dalla indifferen­za alla pratica religiosa. Questo uso è unilaterale e non corrisponde al reale sviluppo della vita spirituale. Di fatto la conversione diventa sempre più urgente man mano che la storia procede e che le persone cre­scono nella loro dimensione spirituale.
Anche la specie umana infatti è in processo e ad ogni svolta culturale crescono le esigenze della vita comunita­ria. Le conoscenze si accumulano e le capacità operative crescono in modo esponenziale. Di conseguenza crescono l’urgenza della collaborazione, la profondità della sinto­nia tra le persone, tra i gruppi sociali, tra i popoli e la ne­cessità di cambiamenti personali. Ad ogni passo compiuto sono necessarie nuove qualità spirituali come l’attenzione dell’ascolto, la sincerità dell’accoglienza e il coinvolgimen­to della condivisione. Più la società si sviluppa più sono necessarie collaborazione, convergenza di intenti e rela­zioni profonde: una sapienza cumulativa deve trasmetter­si da una generazione all’altra. Per questo più passa il tempo più le conversioni diventano ampie e urgenti.
Vi è poi un secondo aspetto della conversione: la ri­parazione del male. Più passa il tempo più appaiono le conseguenze degli errori commessi negli anni e nei secoli scorsi, che richiedono cambiamenti di stile e novità di vita.           
Giubileo.porta santaGIUBILEO E SACRAMENTO DELLA PENITENZA: dalla Porta Santa alla Confessione
La Chiesa non è un’associazione di perfetti, ma una comunione di peccatori perdonati, cioè di persone che hanno conosciuto il fasci­no ingannevole del peccato, ma anche la gioiosa e liberante esperienza del perdono. La Chiesa è chiamata ad incarnare la misericor­dia di Dio, diventando “luogo della misericor­dia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo” (Papa Francesco).
E ciò a cominciare dal­la celebrazione della Peni­tenza, dove il sacerdote è chiamato ad essere più un padre che non un giudice. Il perdono dei pecca ti è la missione che il Risorto affida ai suoi discepoli la sera di Pasqua (Gv 21, 23).
Missione misericordiosa della Chiesa che trova la sua espressione sacramentale nel rito della Penitenza con l’umile confessione dei peccati e la riconciliazione con Dio e con i fratelli. Il pentimento sincero e il rinnovato impegno a vivere secondo il Vangelo, sono essenziali per dare verità e piena efficacia al sacramento. La presenza del peccato nella nostra vita fa parte di un imperscrutabile e provvidenziale di­segno di Dio. Infatti, solo chi ha fatto esperien­za della propria miseria e, ciononostante, si è sentito amato e perdonato, è capace di compas­sione verso i fratelli.
Per questo il cuore del Giubileo è il sacramen­to della Penitenza, dal quale, come da un rinnovato Battesimo, nasce un'umanità riconciliata, capace di compassione e di serio impegno per essere nel mondo concreti testimoni della misericordia di Dio.
giubileo straordinario misericordia2015LA MISERICORDIA - il segno di Papa Francesco
Il Giubileo della Misericordia è stato voluto da Papa Francesco per mo­strare al mondo l’infinito amore di Cristo. In questo Anno Santo il Papa compirà in modo sim­bolico alcuni gesti per raggiungere le perife­rie esistenziali dell’umanità e dare di persona testimonianza della vicinanza e dell’attenzione ai poveri.
D’altronde, il tema della misericordia ricorre in tutto il Pontificato di Bergoglio. A comincia­re dal motto del suo stemma, tratto dalle ome­lie di san Beda il venerabile e ispirato all’episo­dio evangelico della vocazione dì Matteo: mise­rando atque eligendo (con sentimento di amo­re lo scelse). È un omaggio alla misericordia di­vina e riveste un significato particolare nella vi­ta e nell’itinerario spirituale del Papa. All’età di 17 anni, dopo una confessione, si sentì tocca­re il cuore e percepì la misericordia di Dio, che lo chiamava a seguire l’esempio di sant’Ignazio di Loyola.
Il Magistero di Papa Francesco è pieno di ri­ferimenti alla misericordia e al perdono, ad ave­re fiducia nell’amore del Padre che dimentica le colpe dei suoi figli. Il Pontefice insiste conti­nuamente nel far comprendere che l’autentico Volto di Cristo è quello di un pastore pieno di misericordia che non condanna, ma perdona. E per questo, il Papa chiede anche ai confessori di usare misericordia nei confronti dei peniten­ti e di assumere un atteggiamento di compren­sione, come un padre che non giudica.

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