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Comunicazione ai Ministri straordinari della Comunione

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Ci è dato da vivere un tempo di prova, un tempo in cui ci troviamo ad essere fisicamente divisi tra di noi per evitare il diffondersi di un virus che non fa distinguo, neanche di fronte al sacro.

Quella di celebrare la messa a porte chiuse è stata una decisione obbligata dato che il Consiglio di Stato ha sospeso tutte le funzioni nei luoghi di culto. Sono necessarie molte restrizioni di movimento e di incontro nella nostra vita quotidiana, ma in nessun modo devono esserci restrizioni di cuore. Dobbiamo uscire di casa il meno possibile, ma nessun limite è posto alla nostra capacità di credere, di sperare e di amare. Ecco perché la nostra preghiera, in questo momento, deve essere particolarmente unanime, corale, intensa e incessante.


È ovvio che molte persone, non potendo fare altrimenti, scelgono di seguire da casa la liturgia attraverso i vari mezzi di comunicazione. Ciò può aiutare i cristiani a sentirsi meno soli in un momento come questo, a ricordare loro che la comunione che li rende una sola cosa in Cristo, anche se non può manifestarsi in una vera e propria assemblea, rimane un legame reale, che niente e nessuno potrà mai spezzare. E proprio in un momento difficile come quello che stiamo vivendo oggi, molti hanno forse ancor più bisogno del conforto della fede... C’è un bisogno di salvezza che è iscritto profondamente nel nostro cuore umano e che in questi momenti tende a diventare più consapevole. La fede cristiana intercetta questa esigenza e la trasforma in attesa fiduciosa, in apertura all’altro, in desiderio di senso. La fede è una grande forza di umanizzazione nei momenti in cui la necessità rischia di renderci cattivi.

La liturgia in streaming? Qualcuno boccia senza appello questo ritorno clericale ad eucaristie senza il popolo, nella convinzione che l’assemblea costituisca un elemento imprescindibile perché l’eucaristia sua quello che deve essere. Altri la considerano plausibile in via eccezionale e vanno alla ricerca del modo più dignitoso e sensato di proporla. Come muoversi in questo campo che ci vede quasi tutti un po’ goffi ed inesperti?

Non bisogna mai dimenticare che l’eucaristia è un grande dono, il più prezioso, e di esso e della sua celebrazione è doveroso prenderci cura. I suggerimenti e le indicazioni pratiche che seguono nascono proprio da questa esigenza:


1. La celebrazione eucaristica va svolta in un luogo sacro, ponendo la doverosa attenzione alla cura e al corretto svolgimento delle diverse sequenze rituali. Non è mai rispettoso del Mistero celebrato affidarsi a celebrazioni improvvisate in qualunque luogo (fuori dall’aula celebrativa) e poco curate.


2. Tutte le forme rituali, verbali e non verbali, chiedono preparazione e dignità nello svolgimento: dalla proclamazione dei testi e delle preghiere al silenzio, dalla dignità degli spazi liturgici alle vesti, dalla pertinenza dei canti all’uso dei diversi ed appropriati luoghi liturgici (la sede, per i riti d’introduzione e di congedo; l’ambone, e non leggii improvvisati, per la liturgia della Parola, l’altare, e non un favolino qualsiasi, per la celebrazione eucaristica).


3. Va curato il decoro della celebrazione liturgica: ad esempio, si devono usare i libri liturgici (Messale e Lezionario) e non altri sussidi o foglietti; presso l’altare non devono mancare le candele e la tovaglia deve essere decorosa; nel tempo di Pasqua, accanto all’ambone, deve essere collocato il cero pasquale e le eventuali composizioni floreali (sobrie e mai eccessive) devono essere messe nei pressi dell’altare e non sulla mensa stessa.


4. Bisogna salvaguardare la trasmissione “in diretta” della celebrazione. Questo dovrebbe metterci in guardia da un proliferare di celebrazioni registrate. Resta valido l’invito a collegarsi “in diretta” e proprio questa contemporaneità vuole e può favorire la “partecipazione”, che è molto più di un semplice “seguire” la Messa, tanto meno “vedere” o “sentire” la Messa.


5. Quanto alla partecipazione da casa, per quanto il verbo partecipare sia improprio, dal momento che la partecipazione piena alla vita sacramentale si dà solo attraverso la presenza reale del fedele con il proprio corpo, può essere utile incoraggiare un’effettiva partecipazione del corpo alla preghiera, nelle risposte assembleari, così come nella postura, orientata non tanto allo schermo quanto a quello spazio interiore che si crea «facendo spazio» sul proprio tavolo di lavoro o nel salone di casa. Altrimenti il rischio è quello di assistere alla Messa come si sta davanti al PC o allo smartphone: facendo altro, cucinando chattando, pulendo casa, chiacchierando.


6. Solo con queste attenzioni e con coraggio di proporre una celebrazione «in attesa di comunità eucaristica» in alternativa o alternanza alla Messa, queste iniziative in tempo di virus non diventeranno un virus che infetta la nostra pratica rituale ordinaria, alla quale speriamo presto di tornare.

 

Liturgia del Giorno

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