Halloween, si o no?

bambini-halloween-costumi_004655at.jpg

                                         di don Luca

Halloween è una festa pa­gana o cristiana? E’ una celebrazione a satana? Cosa è bene fare? Incoraggiare o opporsi alla celebrazione di Halloween?… Queste sono alcune delle domande che ci siamo sentiti rivolgere in questi giorni da bambini, giovani e famiglie sul per­ché di questa festa. Proviamo allora a chiarire quale è il significato originale e reale di Halloween, oggi tanto oscuro.

Il nome Halloween è, indi­scutibilmente, termine di origine cristiana: è parola composta da hallow = santificare, ed eve = abbrevia­zione di evening = sera. Halloween, insomma, deriva da All Hallow’s Eve e vuoi dire semplicemente Sera della festa dei Santi, Vi­gilia della festa dei Santi. La Chiesa cattolica fa memoria il primo novembre di tutti i Santi e la sera del 31 ottobre è appunto la Vigilia della festa. Ma il primo no­vembre era il giorno della festa celtica di Samhain ed alcune delle tradizioni dell’odierna Halloween vi ri­mandano. Il passaggio da Samhain ad  Halloween manifesta un atteggiamento ti­pico del cristianesimo che non disprezza mai quanto gli preesiste stori­camente, ma ne sa cogliere il valore per riproporlo alla luce della pienezza di vita che proviene dal Vangelo.

La festa celtica di Samhain, era un momento di contemplazione gioiosa, in cui si faceva memoria della propria storia, della propria gente, dei propri ca­ri, in cui si celebrava la spe­ranza di non soccombere al­le sventure, alle malattie, al­la morte stessa, che non era l’ultima parola, se era vero che i propri cari, almeno una volta l’anno, potevano essere in qualche modo pre­senti. Nella magica notte di Samhain non erano le oscu­re forze del caos che ripor­tavano nel mondo i morti, ma il ricordo e l’amore dei vivi che li celebravano gioiosamente. halloween.jpg

L’annuncio del Vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e te­stimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Così l’episcopato franco istituì nell’VIII sec. la festa di Ognissanti: sapevano quanto fosse stata importante per le popolazio­ni dell’area celtica la festa di Samhain, e quanto fosse necessario  cristianizzarla. Questa felicissima intuizio­ne fu ufficialmente istitu­zionalizzata nel IX secolo, per opera del papa Gregorio IV.

Ben presto si decise di le­gare alla festa dei Santi an­che la commemorazione di tutti i Defunti, di coloro che non erano morti in piena santità di vita, perché si pregasse per loro e perché si coltivasse la speranza cer­ta della loro salvezza e della loro intercessione per i loro cari in terra. Era così com­piuta la piena valorizzazione dell’antica tradizione cel­tica nella fede cristiana. .

Da dove viene, allora, l’aspetto macabro che ca­ratterizza i modi celebrativi che il marketing economico sta imponendo alle nuove ge­nerazioni?

La festa è stata svuotata sia della speranza che ani­mava il mondo celtico paga­no, sia del suo compimento che aveva caratterizzato la sua rilettura cristiana.

Nella corrente esoteri­ca ed occultistica si dan­no delle fantasiose e infondate versioni della festa di Samhain che sono poi quelle che fanno da rife­rimento alle moderne cele­brazioni stregoneresche, che hanno creato agli occhi di molte persone l’immagi­ne inquietante di Halloween.

Secondo queste versioni, Samhain sarebbe stato il no­me di una oscura divinità, il Signore della morte, il Principe delle Tenebre, che in occasione della sua cele­brazione chiamava a sé gli spiriti dei morti. Per questo Samhain viene considerato dai moderni e fantasiosi esoteristi come un momen­to dedicato alla divinazione, in cui cioè si può facilmente prevedere il futuro, predire la fortuna e intrattenersi con satana. In realtà ciò che gli antichi Celti celebravano a Samhain era la sacra rela­zione della vita con la mor­te. Niente a che vedere dun­que con il terrore di morti, o di spiriti maligni e terribili divinità dell’oscurità. Samhain era invece la festa della comunione, tra i vivi e i morti, dei quali non si ave­va paura e ai quali si porta­va rispetto.

Qui è necessario il discernimento educativo: NO ad Halloween de-cristianizza­to e de-celtizzato! SI al con­trario ad Halloween liberato dalla dimensione pura­mente consumistica e com­merciale e soprattutto estirpato dalla patina di occultismo cupo dal quale è stato rivestito. Si faccia festa, dunque, e si spieghi chiaramente che si festeg­giano i morti e i Santi in comunione con i vivi, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Par­rocchie, oratori, e famiglie si impegnino in modo posi­tivo e perfino simpatico af­finché bambini e grandi vengano educati a conside­rare la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura.

Share