
di don Luca
Halloween è una festa pagana o cristiana? E’ una celebrazione a satana? Cosa è bene fare? Incoraggiare o opporsi alla celebrazione di Halloween?… Queste sono alcune delle domande che ci siamo sentiti rivolgere in questi giorni da bambini, giovani e famiglie sul perché di questa festa. Proviamo allora a chiarire quale è il significato originale e reale di Halloween, oggi tanto oscuro.
Il nome Halloween è, indiscutibilmente, termine di origine cristiana: è parola composta da hallow = santificare, ed eve = abbreviazione di evening = sera. Halloween, insomma, deriva da All Hallow’s Eve e vuoi dire semplicemente Sera della festa dei Santi, Vigilia della festa dei Santi.
La festa celtica di Samhain, era un momento di contemplazione gioiosa, in cui si faceva memoria della propria storia, della propria gente, dei propri cari, in cui si celebrava la speranza di non soccombere alle sventure, alle malattie, alla morte stessa, che non era l’ultima parola, se era vero che i propri cari, almeno una volta l’anno, potevano essere in qualche modo presenti. Nella magica notte di Samhain non erano le oscure forze del caos che riportavano nel mondo i morti, ma il ricordo e l’amore dei vivi che li celebravano gioiosamente.
L’annuncio del Vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Così l’episcopato franco istituì nell’VIII sec. la festa di Ognissanti: sapevano quanto fosse stata importante per le popolazioni dell’area celtica la festa di Samhain, e quanto fosse necessario cristianizzarla. Questa felicissima intuizione fu ufficialmente istituzionalizzata nel IX secolo, per opera del papa Gregorio IV.
Ben presto si decise di legare alla festa dei Santi anche la commemorazione di tutti i Defunti, di coloro che non erano morti in piena santità di vita, perché si pregasse per loro e perché si coltivasse la speranza certa della loro salvezza e della loro intercessione per i loro cari in terra. Era così compiuta la piena valorizzazione dell’antica tradizione celtica nella fede cristiana. .
Da dove viene, allora, l’aspetto macabro che caratterizza i modi celebrativi che il marketing economico sta imponendo alle nuove generazioni?
La festa è stata svuotata sia della speranza che animava il mondo celtico pagano, sia del suo compimento che aveva caratterizzato la sua rilettura cristiana.
Nella corrente esoterica ed occultistica si danno delle fantasiose e infondate versioni della festa di Samhain che sono poi quelle che fanno da riferimento alle moderne celebrazioni stregoneresche, che hanno creato agli occhi di molte persone l’immagine inquietante di Halloween.
Secondo queste versioni, Samhain sarebbe stato il nome di una oscura divinità, il Signore della morte, il Principe delle Tenebre, che in occasione della sua celebrazione chiamava a sé gli spiriti dei morti. Per questo Samhain viene considerato dai moderni e fantasiosi esoteristi come un momento dedicato alla divinazione, in cui cioè si può facilmente prevedere il futuro, predire la fortuna e intrattenersi con satana. In realtà ciò che gli antichi Celti celebravano a Samhain era la sacra relazione della vita con la morte. Niente a che vedere dunque con il terrore di morti, o di spiriti maligni e terribili divinità dell’oscurità. Samhain era invece la festa della comunione, tra i vivi e i morti, dei quali non si aveva paura e ai quali si portava rispetto.
Qui è necessario il discernimento educativo: NO ad Halloween de-cristianizzato e de-celtizzato! SI al contrario ad Halloween liberato dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpato dalla patina di occultismo cupo dal quale è stato rivestito. Si faccia festa, dunque, e si spieghi chiaramente che si festeggiano i morti e i Santi in comunione con i vivi, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Parrocchie, oratori, e famiglie si impegnino in modo positivo e perfino simpatico affinché bambini e grandi vengano educati a considerare la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura.
