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Barletta, 26. "A partire dal battesimo l'esistenza cristiana si configura come permanente conversione, la quale fa ogni volta appello a un evento che è "grazia":  un evento che dice l'assolutezza e unicità del dono di Dio e, insieme, ne attesta il suo realizzarsi nelle concrete condizioni storiche in cui l'uomo vive la libertà e opera le sue scelte". Lo ha detto, ieri, il vescovo di Casale Monferrato, Alceste Catella, intervenendo durante la seconda giornata di lavori della 60° Settimana liturgica, in corso di svolgimento a Barletta. Sul tema "Celebrare la misericordia. Lasciatevi riconciliare con Dio" si sono susseguite le riflessioni dei vari relatori che hanno puntato su diverse prospettive:  antropologica, sociale, teologica e sacramentaria.

celibato-e-preghiera.jpgLa liturgia può infondere "nuovo coraggio e nuova perseveranza" agli "operai della vigna del Signore". Per questo va favorita "una ripresa e un rinnovamento nella celebrazione della misericordia e nell'esperienza significativa del perdono di Dio".
È  quanto  raccomanda  Benedetto XVI ai partecipanti alla sessantesima edizione della Settimana liturgica nazionale in Italia, che si è aperta a Barletta ieri, lunedì 24 agosto, per concludersi venerdì 28.
A dare voce all'auspicio del Pontefice è stato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, nel messaggio inviato per l'occasione a monsignor Felice di Molfetta, vescovo di Cerignola - Ascoli Satriano e presidente del Centro azione liturgica (Cal) che ha promosso l'appuntamento.

agnus-dei-2.jpgRubrica di teologia liturgica a cura di don Mauro Gagliardi


ROMA, mercoledì, 10 giugno 2009 (ZENIT.org).- Trattiamo oggi del «carattere cosmico» della liturgia cristiana, un tema molto rilevante sia degli studi liturgici dell'allora teologo J. Ratzinger, sia del magistero del Sommo Pontefice Benedetto XVI. L'articolo di oggi, tradotto qui dalla lingua inglese, offre una breve esposizione su alcuni aspetti del carattere cosmico della liturgia. Data l'importanza di questo tema, è auspicabile che in futuro possiamo tornarvi di nuovo, per svilupparlo ulteriormente (Mauro Gagliardi).


Nella presentazione al primo volume pubblicato delle sue opere complete, dal titolo Teologia della Liturgia, Papa Benedetto XVI richiama la sua importante monografia Introduzione allo spirito della liturgia, pubblicata nell'anno 2000, identificando in essa tre cerchi (Kreise), ossia le tre aree tematiche principali del libro, nel quale vengono trattati numerosi aspetti particolari. I primi due "cerchi" sono stati trattati precedentemente in questa rubrica liturgica. Il terzo "cerchio" riguarda «il carattere cosmico della liturgia, che rappresenta qualcosa che va oltre il semplice riunirsi di un gruppo più o meno grande di persone; piuttosto, la liturgia è celebrata dentro l'ampiezza del cosmo, abbraccia la creazione e la storia allo stesso tempo».

corpus-domini.jpgdi Robert Imbelli

La Lettera agli Ebrei è uno degli scritti più ricchi del Nuovo Testamento, ma troppo spesso i credenti lo trascurano, forse perché l'argomento trattato è impegnativo e, come l'autore stesso ci avverte, richiede una particolare attenzione. ll centro dell'annuncio è in questi versetti:  "Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di Lui si avvicinano a Dio:  Egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore" (7, 24-25).
Durante la liturgia si prega sempre "attraverso nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli". In qualche modo si fa eco alla fede dell'autore della Lettera agli Ebrei:  Gesù vive sempre e intercede per la sua Chiesa, il suo corpo di cui è il capo. La Chiesa dipende da Cristo per la sua stessa vita. Gesù comunica questa vita in particolare nell'Eucaristia e Benedetto XVI, nell'esortazione  apostolica Sacramentum caritatis, spiega che "l'Eucaristia è Cristo che si dona a noi, edificandoci continuamente come suo corpo" (n. 14).

"La Chiesa fa l'Eucaristia e l'Eucaristia fa la Chiesa", recita un adagio dell'età patristica sottolineando l'esistenza di un rapporto intimo e reciproco fra il corpo eucaristico e il corpo ecclesiale del Signore. Tuttavia è importante comprendere correttamente qual è la priorità. Come rileva Benedetto XVI "la possibilità per la Chiesa di "fare" l'Eucaristia è tutta radicata nella donazione che Cristo le ha fatto di se stesso" perché "Egli è per l'eternità colui che ci ama per primo" (n. 14). Nell'Eucaristia l'amore di Cristo si incarna più pienamente:  proprio il suo corpo e il suo sangue sono dati per noi.

Pubblichiamo alcuni stralci dal volume La chiesa di S. Stefano a Soleto. Tradizioni bizantine e cultura tardogotica (Lecce, Argo, 2007, pagine 150, euro 30).

di Michel Berger e André Jacob

Situata nella parte meridionale della penisola salentina, a una ventina di chilometri a sud di Lecce, la piccola cittadina di Soleto, già ricordata da Plinio e, in epoca normanna, dal geografo arabo Idrisi e dal Catalogo dei baroni, fu negli ultimi secoli del medioevo e fino al chiudersi del Cinquecento un centro religioso e culturale italogreco di notevole rilevanza. Non è dunque un caso se proprio a Soleto si trova l'ultimo esempio di chiesa bizantina affrescata in Terra d'Otranto, quella di Santo Stefano.

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