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nativita.jpgLe celebrazioni liturgiche del tempo di Natale, a cominciare dalla messa della Notte, conducono i fedeli alla contemplazione del mistero dell'Incarnazione, dove si rende presente la bellezza del Signore e del suo Amore ricco di infinita misericordia. Lo spiega il maestro delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, monsignor Guido Marini, in una nota sui riti natalizi presieduti in San Pietro da Benedetto XVI.
Le celebrazioni hanno la capacità di trasmettere la lieta notizia attraverso le parole, i gesti, i silenzi, i segni, la musica, il canto, il rito nel suo complesso. Ciò che è importante è che il rito risplenda luminoso e sia capace di esprimere ciò che contiene. Non si tratta di fare cose nuove, ma di fare in modo nuovo quanto la Chiesa ci invita a compiere nel rito.
Nella basilica vaticana quest'anno, la scultura lignea policroma raffigurante la Vergine in trono con il Bambino benedicente, è stata collocata accanto all'altare della Confessione già a partire dai primi Vespri di Avvento e vi rimarrà fino all'Epifania, a sottolineare come l'Avvento e quello natalizio siano tempi anche mariani. L'immagine appartiene alla scuola umbro-laziale della prima metà del xiv secolo:  si trova in Vaticano dal 1967 ed è a carico dei Musei Vaticani dal 1978. La corona sul capo della Vergine è andata perduta. La statua è cava, ragion per cui si presume che venisse portata in processione.
Com'è ormai consuetudine nelle liturgie papali, per ogni celebrazione si prevede un tempo di preparazione. A partire da quindici-venti minuti prima dell'inizio dei vari riti, la lettura di alcuni testi e l'esecuzione di brani musicali consentono di disporre l'animo dei presenti al clima di preghiera e di raccoglimento. I testi sono per lo più tratti dalle omelie tenute da Benedetto XVI nello scorso anno. È sempre prevista anche una preghiera di preparazione, scelta tra le numerose orazioni appartenenti alla tradizione ecclesiale.
I libretti riportano, tra le rubriche, l'indicazione di un breve tempo di silenzio previsto dopo l'omelia del Papa e dopo la Comunione:  brevi pause che aiutano il raccoglimento e la preghiera, soprattutto per assimilare il dono della Parola di Dio ascoltata e quello dell'Eucaristia di cui ci si è nutriti.
Le lingue scelte per le letture e per le intenzioni della preghiera dei fedeli intendono sottolineare la partecipazione alla celebrazione papale di persone provenienti da diversi Paesi del mondo. Tutti ascoltano e pregano con la propria lingua, come d'altronde tutti ascoltano e pregano con la lingua latina, quella della Chiesa, in cui si ritrova l'unità e la cattolicità, pur nella diversità delle provenienze. In alcune circostanze, per le quali non è prevista la concelebrazione, saranno presenti i cardinali diaconi. Essi, storicamente, hanno sempre garantito l'amministrazione della città di Roma e il servizio liturgico al Papa. Ci troviamo di fronte a una tradizione storica e liturgica propria della vita e della liturgia papale. Dal punto di vista degli abiti, poi, i cardinali diaconi adoperano la dalmatica quando servono il Pontefice. Inoltre essi non concelebrano, a manifestare esteriormente la loro funzione di servitori e collaboratori.
Nella notte di Natale, come già gli anni scorsi, è prevista una breve veglia in preparazione alla messa. Dallo scorso anno la veglia è arricchita dal canto della Kalenda, non più prevista all'interno della celebrazione. Il martirologio romano prevede il canto nel giorno della vigilia di Natale alla conclusione delle Lodi o di un'ora minore della Liturgia delle Ore. In questo senso la collocazione della Kalenda al termine della veglia di preghiera sembra più rispondente alla sua natura. Per lo stesso motivo, al canto del Gloria, dopo l'intonazione del Papa, vengono suonate le campane con l'accompagnamento dell'organo, mentre l'omaggio floreale dei bambini avviene al termine dell'Eucaristia, quando il Santo Padre si reca davanti al presepio per la collocazione dell'immagine del Bambino Gesù. Il servizio liturgico sarà svolto dagli studenti dei Legionari di Cristo.
Il giorno di Natale, come l'anno scorso, per il messaggio Urbi et orbi il Papa non indosserà il piviale, ma la mozzetta con la stola, trattandosi di una benedizione solenne che non comporta un particolare rito liturgico. Svolgeranno servizio due studenti del collegio Mater Ecclesiae.
Nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio, al canto dei Vespri del 31 dicembre seguirà, anche quest'anno, l'esposizione del Santissimo Sacramento con il Te Deum di ringraziamento e la conseguente Benedizione eucaristica, a significare la centralità dell'adorazione nella vita della Chiesa e dei discepoli del Signore, e per accompagnare l'inizio del nuovo anno con la benedizione del Signore. Il servizio liturgico sarà svolto dagli studenti della Congregazione san Michele Arcangelo.
Nella messa della solennità le preghiere dei fedeli saranno ispirate al messaggio del Papa per la xlii Giornata mondiale della Pace. Brani del messaggio sono riportati all'inizio del libretto e verranno letti in preparazione alla messa, insieme alla celebre preghiera alla Madonna, composta da san Bernardo, il Memorare. Parteciperanno alla presentazione dei doni e alla lettura delle intenzioni della preghiera dei fedeli alcuni bambini e adulti provenienti dal Libano. Al termine della celebrazione, al canto di un'antifona mariana, Benedetto XVI venererà l'immagine artistica della Madonna. Il servizio liturgico sarà svolto dagli studenti del seminario St. Mark di Erie, Stati Uniti d'America.
All'Epifania, il Papa indosserà una pianeta, come già ha fatto in qualche altra celebrazione, a sottolineare ancora una volta la continuità tra passato e presente, anche attraverso l'uso delle vesti liturgiche. Dopo la proclamazione del Vangelo è previsto il solenne "Annuncio della Pasqua", cantato dal diacono. L'Epifania è una festa della redenzione, perché la pienezza della manifestazione di Dio si avrà negli eventi pasquali. In tale contesto, l'Epifania dei Magi appare come il primo atto di una sequenza di epifanie-manifestazioni che sono il tessuto dell'intera esistenza terrena di Cristo. Lui, luce del mondo, è la meta finale della storia, il punto di arrivo di un esodo, di un provvidenziale cammino di redenzione, che culmina nella sua morte e risurrezione. Per questo, nella solennità dell'Epifania, la liturgia prevede l'"Annuncio della Pasqua":  l'anno liturgico riassume l'intera parabola della storia della salvezza, al cui centro sta il triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto. All'Epifania il servizio liturgico sarà svolto dagli studenti del Collegio di Propaganda fide.
Infine nella festa del Battesimo del Signore, domenica mattina 10 gennaio, quattordici neonati riceveranno il sacramento dalle mani del Papa. Per la quarta volta nel suo pontificato Benedetto XVI amministrerà il primo sacramento della vita cristiana nella stupenda cornice della Cappella Sistina. I piccoli sono figli di dipendenti vaticani e saranno accompagnati da genitori, padrini e madrine, e un piccolo gruppo di parenti. Un ruolo particolare avranno i fratellini dei battezzandi:  ad alcuni spetterà di portare all'altare i doni durante l'offertorio. Sarà, dunque, una festa della vita e della famiglia.
Il rito del Battesimo sarà inserito nella messa che il Papa presiederà, come è ormai consuetudine, all'altare proprio della Cappella Sistina. Si celebrerà, dunque, all'altare antico per non alterare la bellezza e l'armonia di questo gioiello architettonico - come previsto dalla vigente normativa liturgica - preservando la sua struttura. Ciò significa che in alcuni momenti il Pontefice, insieme con i fedeli, si rivolgerà verso il Crocifisso.
Durante il rito del Battesimo attingerà l'acqua dall'artistico fonte in bronzo, realizzato qualche anno fa dallo scultore Toffetti. Il Pontefice verserà l'acqua sulla testa dei piccoli utilizzando una conchiglia dorata:  essa rimanda al pellegrinaggio, simboleggiando il nuovo cammino che i battezzati iniziano una volta entrati a far parte della comunità dei credenti. Il servizio liturgico sarà svolto dagli studenti del preseminario vaticano San Pio x.

(©L'Osservatore Romano - 24 dicembre 2009)

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