ABC della Liturgia

ABC della Liturgia/43

Il corpo nella liturgia: gesti 

 I gesti
Gesti se ne fanno tanti nella vita, e anche in chiesa. L’uomo comunica con i suoi simili soltanto mediante il suo corpo: uno sguardo, una parola, una carezza… Ed è pure con il suo corpo che l’uomo incontra Dio, specialmente nella celebrazione liturgica. Si ascolta e si guarda, ci s’inchina o si alzano le mani, si è bagnati con l’acqua e unti con l’olio, si mangia e si beve. La liturgia cristiana plasma così in noi il corpo spirituale dell’uomo nuovo che muore e risorge in Cristo. Osserviamo i gesti più comuni della celebrazione per capirli meglio e per eseguirli meglio.
 

a) Segno della Croce: è il più diffuso tra i gesti; occupa un posto preminente in ogni celebrazione; iniziamo e concludiamo la liturgia con il segno della croce. Prima del Vangelo ci segniamo sulla fronte, sulla bocca e sul petto per chiedere che la Parola penetri nella nostra mente, nelle nostre parole e nel nostro cuore. Si potrebbe dire che questo gesto riassume tutto il mistero della salvezza.. Con esso, ricordando simbolicamente il battesimo, si esprime che Gesù, risorto da Dio Padre per la potenza dello Spirito Santo, è il Signore della propria vita e che tutto quello che si compie nella celebrazione lo si deve al sigillo battesimale che segna in maniera indelebile i credenti come appartenenti a Cristo. Quando facciamo il segno della croce in qualsiasi altro momento, il primo significato è che la nostra vita sia conforme a quella di Cristo. Questa è la protezione principale che possiamo ricevere.

 

b) Salutare: la liturgia è comunitaria, ed ha quindi i riti che indicano il rispetto delle persone. Il gesto di saluto è normale, ricorre tante volte e si esprime in modi diversi. Il più conosciuto consiste nell’allargare le braccia da parte del sacerdote presidente che dice: “Il Signore sia con voi” e a cui si risponde: “E con il tuo spirito” (cf. ad es. OGMR 50). Esistono però altri formulari, riportati dai libri liturgici. Vi sono poi anche altri modi di salutare, sia Dio che i fratelli: l’altare viene salutato con un bacio, o con un inchino, o con l’incenso; i fratelli vengono salutati con gli inchini, con la riverenza, con l’incenso.

(Pubblicato su Lazio Sette 10 febbraio 2008, p. 7)

Liturgia del Giorno

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