ABC della Liturgia

ABC della Liturgia/14

Varietà di ministeri

La Chiesa, intesa come "comunione" e "sacramento di salvezza", non può che essere una comunità. In questa comunità tutti, nessuno escluso, sono chiamati a svolgere un ruolo particolare, cioè tutte le sue membra sono chiamate a servire, in modi diversi e complementari, secondo la vocazione propria. Si tratta allora di una comunità dei servitori. La Chiesa, poi, è anche una comunità sacerdotale per il fatto che i suoi membri sono stati incorporati in essa con il battesimo, che li abilita al culto vero. La stessa Costituzione del Vaticano II sulla Chiesa (Lumen Gentium) parla del sacerdozio dei fedeli, detto sacerdozio comune perché comunicato a tutti i cristiani e ne parla in senso reale e non metaforico.

Presentiamo, allora, in una visione panoramica, i vari ministeri che vengano svolti durante le celebrazioni liturgiche comunitarie. Si possono classificare in vari modi: ministeri ordinati, istituiti, di fatto; ministeri clericali e ministeri dei laici; ministeri della Parola, del canto, dell’azione liturgica...ecc.

Occorre che l’esercizio di determinati servizi venga suddiviso tra i vari partecipanti alla preghiera liturgica. Ogni servizio liturgico è affidato a uno o più membri dell’assemblea che ne sono i ministri. Non è possibile in ogni parrocchia, in ogni assemblea avere delle persone disponibili a svolgere determinati servizi; facilmente in varie parrocchie le stesse persone devono esercitare molti dei servizi richiesti: accoglienza della gente, lettura della Parola di Dio, canto di alcuni passi, raccolta delle offerte, processione offertoriale ecc.

Bisogna ricordare che nell’assemblea non si affida un ministero ad una persona qualunque. Possiamo dire che in genere, nella ripartizione dei ministeri liturgici, si deve tener conto di tre fattori principali: 1) le necessità reali dell’assemblea; 2) le capacità dei suoi membri; 3) il significato che assume, hic et nunc (qui ed ora), una determinata forma di servizio.

Molte volte le stesse persone saranno ministri sia della Parola che del canto e dell’azione liturgica. Sarebbe bene però che in ogni comunità parrocchiale esistesse un gruppo liturgico che raccolga tutti coloro che desiderano contribuire ad una decorosa celebrazione.

(Pubblicato su Lazio Sette: 18 febbraio 2007, p. 15)

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