ABC della Liturgia

ABC della Liturgia/30

Gli spazi liturgici: l'Ambone

L’ambone (greco "anabainein", salire), "è il luogo proprio dal quale viene proclamata la parola di Dio" (CEI, L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, n° 18). Esso deve essere una nobile, stabile ed elevata tribuna e non un semplice leggio mobile (cf. OGMR 309).

Oltre al suo evidente rapporto con l’altare – segno di Cristo, l’ambone ha particolare relazione con il fonte battesimale, luogo dell’accettazione della fede. San Paolo scriveva: "E come potranno credere senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?" (Rm 10, 14).

Inoltre, l’ambone è anche segno del sepolcro vuoto di Cristo, dal quale l’angelo proclama alle donne il grande annuncio della risurrezione la mattina di Pasqua.

Dall’ambone vengono proclamate unicamente le letture, il salmo responsoriale, il Vangelo, il preconio pasquale e le intenzioni. Ivi inoltre si possono proferire l’omelia e le intenzioni della preghiera dei fedeli (cf. OGMR 309). Non deve essere assolutamente usato per proporre le monizioni, gli avvisi, la direzione e guida dei canti, i vari interventi. Questo significherebbe mancare di rispetto al luogo della Parola. La dignità dell’ambone esige che ad esso salga solo il ministro della Parola (cf. OGMR 309).

(Pubblicato su Lazio Sette: 15 luglio 2007, p. 13)

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