Documenti liturgici
intro-famiglia-2La preparazione della celebrazione del Matrimonio

1. I parroci e i rettori, ai quali è affidato il compito di preparare con cura la celebrazione – per quanto è possibile insieme ai nubendi 1 – si adoperino affinché questi, informati del fatto che «regolare la sacra liturgia compete unicamente all’autorità della Chiesa, la quale risiede nella Sede apostolica e, a norma del diritto, nel vescovo», e che di conseguenza «nessun altro, anche se sacerdote» può, «di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica» 2 , comprendano chiaramente che non rientra tra i loro diritti regolare o modificare la liturgia neanche per ciò che riguarda i canti e la musica.
Pertanto, l’impegno di preparare insieme la celebrazione non potrà mai esprimersi mediante l’adozione di scelte e comportamenti alieni alle norme liturgiche. Tuttavia, se nei presbiteri che curano la preparazione della celebrazione del Matrimonio non è ammessa l’ignoranza della normativa liturgica, riguardo ai fidanzati si adotti uno stile squisitamente pastorale evitando di esasperare le posizioni. Un tale comportamento avrebbe effetti «prevedibilmente più distruttivi che costruttivi proprio su quel cammino di fede e su quell’esperienza di Chiesa che s’ha invece in animo di rinfocolare» 3 , dal momento che proprio la circostanza del loro matrimonio è per tanti nubendi – dopo anni di lontananza – occasione di incontro con la comunità ecclesiale.


Quando e cosa cantare?

2. Le seguenti Indicazioni intendono regolare il Rito del Matrimonio nella Celebrazione Eucaristica. Tuttavia, apportando i convenienti adattamenti, possono applicarsi anche al Rito del Matrimonio nella Celebrazione della Parola.

3. Quale preambolo circa la collocazione rituale dei canti e il loro contenuto, sarà opportuno assumere due principi che consentano di individuare le soluzioni più corrette dal punto di vista liturgico-celebrativo. a) «Alcune celebrazioni dei Sacramenti […], come il Matrimonio […], per quanto è possibile, si svolgano in canto […]. Si abbia però molta cura nell’evitare che, sotto le apparenze della solennità, si introduca nelle celebrazioni alcunché di puramente profano o di meno conveniente al culto divino: ciò si applica specialmente alla celebrazione dei matrimoni» 4 . Il primo principio intende bandire quegli elementi di profanità che non convengono al culto divino e che potremmo individuare sia nel genere musicale dei canti 5 , sia nel modo con cui questi vengono eseguiti, specialmente le parti che sono proprie del solista 6 . b) «I canti da eseguire siano adatti al rito del Matrimonio ed esprimano la fede della Chiesa» 7 . Il secondo principio, che si riferisce principalmente ai canti processionali (ingresso, offertorio, comunione) si applica mediante la scelta di testi che siano il più possibile fedeli a quelli riportati nei libri liturgici o, quantomeno, siano sintonici circa i contenuti.


I canti dell’Ordinario

4. «Nella scelta delle parti destinate al canto, si dia la preferenza a quelle di maggior importanza, e soprattutto a quelle che devono essere cantate dal sacerdote, dal diacono o dal lettore con la risposta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insieme» 8 . Pertanto, se è possibile, si canti il Gloria, il Santo e l’Agnello di Dio. I canti del Rito del Matrimonio

5. I testi dei canti per la Memoria del Battesimo, il canto di ringraziamento dopo la consegna degli anelli, la Preghiera dei fedeli e l’Invocazione dei Santi, sono quelli riportati nel Rituale. Nello stesso Rituale – in Appendice, pp. 131-138 – si trovano anche le melodie. Allo scambio di pace, qualora il rito dovesse richiedere un tempo più lungo di quello che abitualmente richiede, non si esegua alcun canto.

6. Nel caso in cui gli sposi ne facciano esplicitamente richiesta – e qualora la negazione produrrebbe un motivo di grave contrasto tra colui al quale è affidato il compito di preparare la celebrazione e gli stessi sposi – si acconsenta a far cantare l’Ave Maria (sia quella di Bach-Gounod, che quella di Schubert 9 ) durante la sottoscrizione dell’atto di Matrimonio 10 , ma a condizione che il testo – sia in latino che in italiano – corrisponda esattamente a quello utilizzato nella liturgia 11 . Ci si opponga con fermezza alla richiesta di impiegare testi che consistono in parafrasi della veneranda preghiera 12 . Per questo momento rituale, la soluzione migliore sarebbe l’esecuzione di un brano di musica strumentale. I canti del Proprio della Messa canti nella liturgia della parola: salmo responsoriale e acclamazione al Vangelo

7. «Si dia importanza al canto del salmo responsoriale nella liturgia della Parola» 13 . L’acclamazione al Vangelo, quando si canta, sia cantata con il versetto, che è parte integrante del canto, altrimenti si ometta 14 e mai si sostituisca il canto con brani musicali eseguiti da soli strumenti. canti processionali: ingresso, presentazione dei doni e comunione

8. Per ciò che riguarda i canti processionali, è opportuno innanzitutto ricordare le norme dell’Ordinamento Generale del Messale Romano: Per il canto d’ingresso «si può utilizzare sia l’antifona con il suo salmo, quale si trova nel Graduale romanum o nel Graduale simplex, oppure un altro canto adatto all’azione sacra, al carattere del giorno o del tempo, e il cui testo sia stato approvato dalla Conferenza Episcopale». Per il canto all’offertorio «le norme che regolano questo canto sono le stesse previste per il canto d’ingresso». «Per il canto alla Comunione si può utilizzare o l’antifona del Graduale romanum, con o senza salmo, o l’antifona col salmo del Graduale simplex, oppure un altro canto adatto, approvato dalla Conferenza Episcopale» 15 . I canti che si trovano nei due Graduali – con la melodia gregoriana – possono essere sempre eseguiti in quanto «la Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana: perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale» 16 . Tuttavia, volendo optare per il canto di testi in lingua italiana, pensiamo di fare cosa utile nel riprodurre in Appendice I (pp. 7-8) i testi dei canti del Graduale romanum 17 e del Graduale simplex 18 . In questo modo si intende offrire qualche indicazione, se non altro di ordine testuale e tematico, che orienti nella scelta dei canti in lingua nazionale, dal momento che neanche il Repertorio Nazionale dei Canti per la Liturgia 19 presenta una raccolta di canti da eseguire nel rito del Matrimonio 20 . Anche le antifone d’ingresso e alla comunione del Messale Romano 21 , dato il loro carattere prevalentemente ispirativo 22 , possono essere consultate per la scelta di canti idonei. Per tale ragione, sempre in appendice, riportiamo anche quelle dopo i canti dei Graduali. Si tenga comunque presente che tali canti e testi sono adatti solo nel caso in cui non ricorrano «i giorni indicati nei nn. 1-4 della tabella dei giorni liturgici», in caso contrario «si celebra la Messa del giorno» 23 con le relative parti proprie nelle quali sono compresi anche i canti 24 . Si compia ogni sforzo affinché si eviti il ricorso a mottetti sacri – per lo più di tema eucaristico (Panis Angelicus di Franck, Ave verum di Mozart, ecc.) – impiegati abitualmente come canti pass-partout e talvolta neanche impiegati (se proprio gli si volesse trovare una conveniente collocazione) come canti di meditazione dopo la comunione 25 . A tal proposito è utile ricordare quanto affermato dalla Congregazione per il Culto Divino allorché, secondo la formula della Istruzione sulla Musica sacra e la Sacra Liturgia del 3 settembre 1958, n. 33, fu richiesto a quel dicastero se fosse possibile durante la Messa eseguire canti religiosi [con testi differenti da quelli indicati nei libri liturgici, n.d.r.]. La Congregazione rispose così: «È la Messa, Ordinario e Proprio, che si deve cantare, e non “qualcosa”, anche se plane congruit, che si sovrappone alla Messa. Perché l’azione è unica, ha un solo volto, un solo accento, una sola voce: la voce della Chiesa. Continuare a cantare mottetti, sia pure devoti e pii […], ma estranei alla Messa, in luogo dei testi della Messa che si celebra, significa continuare un’ambiguità inammissibile […]. Perché non solo la melodia ci interessa nel canto liturgico, ma le parole, il testo, il pensiero, i sentimenti rivestiti di poesia e di melodia. Ora, questi testi devono essere quelli della Messa, non altri. Cantare la Messa, dunque, e non solo cantare durante la Messa» 26 . La risposta della Congregazione afferma con estrema chiarezza il principio – sempre valido e mai sufficientemente ribadito – che bisogna «cantare la Messa e non solo cantare durante la Messa». Un principio che contrasta l’errata quanto diffusa convinzione che cantare un testo al posto di un altro è indifferente ai fini dell’azione liturgica, purché durante la Messa si canti! Pertanto, tenendo conto delle concrete possibilità offerte da ogni singolo coro, si concede a coloro ai quali è affidato il compito di preparare la celebrazione del matrimonio, la facoltà di regolarsi nel modo ritenuto più opportuno, purché si provveda a che, quantomeno i testi dei canti scelti per la celebrazione (anche se attinti da repertori eterogenei in quanto al genere musicale), corrispondano il più possibile a quelli riportati nei libri liturgici.

Chi deve cantare?

9. Abitualmente l’assemblea di una celebrazione nuziale è formata da persone di provenienza eterogenea o che eccezionalmente partecipano alle azioni liturgiche nelle loro comunità di origine. Per tale ragione, non potendo neanche far affidamento su un ridotto repertorio comune di canti liturgici, la soluzione di affidare ad una schola – anche se formata da pochi elementi – l’esecuzione delle parti che le spettano (Gloria e canti processionali) e il sostegno dell’assemblea per la partecipazione a tutti gli altri canti, è vivamente consigliata. Altre soluzioni presentano inconvenienti tali da scoraggiare la loro attuazione 27 . Si eviti, per quanto è possibile, di far eseguire canti e/o musica da cori o gruppi musicali alieni dalla pratica regolare della vita liturgica di una comunità cristiana. Laddove esista già un coro che abitualmente anima le celebrazioni liturgiche, si preferisca affidare a tale coro il compito di cantare.

I canti dell’Ordinario

10. Il canto del Santo richiede sempre la partecipazione dell’assemblea 28 . Per l’Agnello di Dio, la si favorisca 29 . L’Ordinamento Generale del Messale Romano, tra le diverse modalità esecutive del Gloria, prevede anche la possibilità che sia cantato dalla sola schola 30 . Volendo facilitare la partecipazione dei fedeli al canto, per quest’ultimo canto si può impiegare anche la struttura ritornello-strofa.

I canti del Rito del Matrimonio

11. Per quanto riguarda i canti del Rito del Matrimonio, si favorisca, per quanto è possibile, il canto dell’assemblea.

I canti del Proprio della Messa
canti nella liturgia della parola:
salmo responsoriale e acclamazione al Vangelo

12. Il salmo responsoriale sia possibilmente costituito da un ritornello che, dal punto di vista testuale e musicale, consenta all’assemblea di poter intervenire senza particolari difficoltà 31 . Per lo stesso motivo, come acclamazione al Vangelo si adotti una melodia semplice e conosciuta.
canti processionali:
ingresso, presentazione dei doni e comunione

13. Le norme dell’Ordinamento Generale del Messale Romano, tra le modalità con le quali si possono eseguire i canti Processionali, contemplano anche quella del canto della sola schola 32 . Pertanto, tali canti siano opportunamente affidati alla schola e si contrasti l’uso di farli cantare da un unico solista.

Con quali strumenti musicali si possono accompagnare i canti?

14. Per l’accompagnamento dei canti, oltre l’organo – o al suo posto – possono essere ammessi anche altri strumenti musicali 33 , a condizione che siano impiegati rispettando e salvaguardando il decoro dell’azione liturgica 34 e non tendano a sostituire il ruolo preminente assegnato al canto dell’assemblea, del coro e del solista.

Musica senza canto

15. È oramai consuetudine ben radicata accompagnare l’ingresso e l’uscita degli sposi dall’aula liturgica mediante l’esecuzione di brani di musica: le cosiddette marce nuziali 35 . Non ci si opponga a tale prassi, tuttavia si curi che, per quanto riguarda l’ingresso, il brano musicale non si sostituisca al relativo canto che può essere iniziato dopo l’accoglienza degli sposi da parte del sacerdote 36 . Per il recesso dalla chiesa, dal momento che l’azione liturgica è di fatto conclusa e il Rito della Messa non ha mai contemplato un canto conclusivo, non c’è ragione di impedire l’esecuzione di un brano musicale. Circa il repertorio dei brani, si esortino i musicisti ad assumere una maggior audacia nel proporre ai committenti brani di musica, forse poco conosciuti da molti, ma altrettanto belli – anzi, certamente più belli oltre che più idonei – di quelli eseguiti abitualmente. In tal modo si favorirà la crescita della cultura musicale sia della comunità ecclesiale sia di quella civile. Il repertorio musicale per introdurre e concludere la Messa è tanto ricco quanto sconosciuto!

16. Se durante la presentazione dei doni non si esegue il relativo canto d’offertorio, si può accompagnare il rito con un brano di musica facendo però attenzione a che non si prolunghi troppo oltre la fine dello stesso rito.

17. Qualora non fosse possibile affidare ad un coro l’animazione musicale della celebrazione (pur restando quest’ultima la soluzione da incoraggiare decisamente), oltre a quei momenti del rito ai quali si è già fatto riferimento sopra (cfr. nn. 6.15.16), si può permettere l’esecuzione di un brano musicale anche durante la comunione. Si tenga sempre presente il dettato del n. 30 delle Premesse al Rito del Matrimonio, ovvero, che ciò che «è detto dei canti vale anche riguardo alla scelta di tutto il programma musicale», vale a dire che sia «adatto al rito del Matrimonio ed esprima la fede della Chiesa». Per quel che riguarda il repertorio da cui attingere i brani musicali, si ribadisce quanto è stato già stato esposto al n. 15.

L’Ufficio Liturgico Diocesano

18. Al di là delle suddette indicazioni, l’Ufficio Liturgico Diocesano-Sezione di Musica Sacra, si rende disponibile ad ogni eventuale richiesta di collaborazione o suggerimenti proveniente sia da parte di coloro ai quali è affidata la preparazione della celebrazione del Matrimonio, sia da parte dei direttori dei cori e musicisti. Sopratutto per questi ultimi, con l’intento di intraprendere un fecondo e indispensabile dialogo che consenta di realizzare l’auspicata armonia tra le esigenze della liturgia e quelle dell’arte musicale, si sta studiando la realizzazione di qualche iniziativa di carattere formativo che abiliti quanti operano nell’ambito del canto e della musica a comprendere il senso delle indicazioni e ne favorisca l’assimilazione.

19. Il Signore Gesù, che ospite alle nozze di Cana, inaugurò la gioia dei tempi messianici mutando l’acqua in vino, benedica il lavoro e l’impegno di quanti, in spirito di servizio, si prodigano affinché le celebrazioni liturgiche risplendano per verità, dignità e bellezza.




Note e Appendici
1 Cfr. Premesse Generali del Rito del Matrimonio, 2008, n. 29.
2 Sacrosanctum concilium, n. 22.
3 D. S ABAINO , Animazione e regia musicale delle celebrazioni. Note di metodo e di merito, CLV - Edizioni Liturgiche, Roma 2008, p. 176. L’autore fa riferimento al n. 7 delle Premesse Generali del Rito del Matrimonio. Lì, in verità, si parla della celebrazione del Matrimonio “extra Missam”, ma egli afferma «che la gradualità nel cammino di fede e nell’esperienza di Chiesa richiamata dal n. 7 della Presentazione CEI non pone solamente l’istanza dell’attenta valutazione delle forma celebrativa più
conveniente alla situazione vitale di coloro che desiderano la celebrazione religiosa del Matrimonio (vuoi nella celebrazione eucaristica vuoi - come titola felicemente l’adattamento italiano – nella celebrazione della Parola), ma reclama anche il rispetto del loro effettivo grado di maturazione ecclesiale: ragion per cui non è forse lecito pretendere da tutti – […] per quel che concerne l’animazione musicale, anche nella fisionomia rituale durante la messa - l’aderenza incondizionata, immediata e
perfetta a un ideale celebrativo visto dall’interno (della comunità ecclesiale, n.d.r.)».
4 Musicam sacram, n. 43.
5 Testi di vario genere adattati a brani di musica classica o operistica, a melodie di genere pop oppure a colonne sonore tratte da film e, in generale, a tutto ciò che non è stato composto per l’uso liturgico.
6 Il canto del solista, quando è previsto dalla forma stessa del canto – come, per esempio, nel salmo responsoriale, nell’acclamazione al Vangelo o nelle strofe dei canti che prevedono l’alternarsi dell’antifona/ritornello con le strofe – non ha ragione di essere impedito. Al contrario, bisognerà decisamente scoraggiare la deprecabile prassi del solista che, come tale, canta tutti i canti previsti dal programma.
Inoltre si dovrà invitare il solista a non utilizzare l’impostazione lirica delle voce, che si addice più ad un teatro che ad una chiesa.
7 Premesse Generali del Rito del Matrimonio, n. 30.
8 Ordinamento Generale del Messale Romano, n.40.
9 Questa disposizione può sembrare in contrasto con quanto affermato sopra (n. 4.a). Infatti, tutti sanno che sia l’Ave Maria di Bach-Gounod, che quella di Schubert sono pezzi musicali composti con finalità diverse da quelle di un uso liturgico. Nondimeno, bisogna ammettere che la stragrande maggioranza della gente non conosce l’origine di questi brani e, di conseguenza, li associa all’emozione sperimentata in occasione delle altre celebrazioni nuziali alle quali ha preso parte. «Alcune composizioni musicali (provviste o meno della patente esteriore di “sacralità”), se innegabilmente non possono definirsi “liturgiche” (non potendo/essendo atte a inserirsi nella dinamica partecipativa richiesta dall’attuale liturgia), sono altrettanto innegabilmente parte dell’esperienza e della percezione umano-cristiana della celebrazione nuziale, e quindi non possono essere sic et simpliciter cancellate d’imperio senza che ne consegua un qualche detrimento di senso», cfr. S ABAINO , Animazione e regia …, op. cit., p. 172.
10 Rito del Matrimonio, n. 94.
11 Se l’Ave Maria non viene esplicitamente richiesta dagli sposi, non se ne proponga il canto, né per questo, né tantomeno per altri momenti del rito.
12 Tali testi, tra l’altro, il più delle volte risultano banali quanto ai contenuti e scadenti nella forma letteraria.
13 Premesse Generali del Rito del Matrimonio, n. 30.
14 Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, nn. 62-63.
15 Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, nn. 48.74.87.
16 Sacrosanctum concilium, n. 116.
17 Graduale romanum, Abbatia Sancti Petri de Solesmis, 1974.
18 Graduale simplex, Typis Polyglottis Vaticanis, 1967.
19 Repertorio Nazionale. Canti per la liturgia, Conferenza Episcopale Italiana – Elledici, 2009.
20 Tuttavia, in attesa che la Conferenza Episcopale Italiana fornisca le opportune istruzioni - qualora dovesse pervenire a questo ufficio qualche richiesta in tal senso - esso potrebbe assumersi il compito di indicare, tra i canti già presenti del Repertorio Nazionale, quelli considerati più idonei.
21 Messale Romano, 1983 2 , pp. 736-747.
22 «Le antifone del messale, a differenza di quelle del Graduale, per sé sono destinate alla lettura,
ciò non toglie che possano essere musicate e cantate», cfr. V. R AFFA , Liturgia eucaristica, C.L.V. - Edizioni Liturgiche, Roma, 2003, p. 252, nota 56.
23 Premesse Generali del Rito del Matrimonio, n. 34. Per comodità ricordiamo quali sono i giorni riportati nei nn. 1-4 della tabella dei giorni liturgici. 1. Solennità di precetto; 2. Domeniche di Avvento, di Quaresima e di Pasqua; 3. Triduo Pasquale e Giovedì santo; 4. Solennità non di precetto. Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
24 Si curerà di «non sminuire il tempo liturgico corrente, ché se è ovvio che la liturgia del matrimonio presuppone alcuni canti caratteristici (rituali), è parimenti ovvio che l’insieme della celebrazione non può obliare né il contesto liturgico-temporale né la “normalità” dell’Eucaristia entro cui il rito si inserisce», cfr. S ABAINO , Animazione e regia …, op. cit., p. 174.
25 «Terminata la distribuzione della Comunione […] tutta l’assemblea può anche cantare un salmo, un altro cantico di lode o un inno». Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, n. 88.
26 Notitiae, 5 (1969), p. 406.
27 Ad esempio l’impiego di ensemble strumentali che eseguono brani di musica al posto dei canti, oppure solisti accompagnati nel canto da vari strumenti musicali – compreso l’organo – che si esibiscono nell’esecuzione di mottetti di musica sacra come se si fosse in una sala da concerto e non in una chiesa per la celebrazione di un sacramento e l’elenco potrebbe comprendere ancora ulteriori possibili soluzioni, per lo più messe in atto in buona fede, ma ignorando la vera natura dell’azione litur
gica e ciò che ne consegue circa le modalità celebrative.
28 Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, n. 79.b.
29 Cfr. Istruzione Musicam sacram, n. 34 e Ordinamento Generale del Messale Romano, n. 83.
30 Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, n. 53.
31 Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, n. 61.
32 Cfr. Ordinamento Generale del Messale Romano, nn. 48.74.87.
33 Precisazioni della Conferenza Episcopale Italiana all’Ordinamento Generale
del Messale Romano, n. 13.
34 Cfr. n. 3.a del presente documento.
35 Le più eseguite sono quelle di Mendelssohn e Wagner.
36 Cfr. Rito del Matrimonio, nn. 45-46.

APPENDICE I
Il testo dei canti processionali nel Graduale romanum, nel Graduale simplex e nel Messale Romano.

CANTI DI INGRESSO
dal Graduale romanum:
1. - Deus in loco (Antifona: Cf. Salmo 68,6.7.36; Versetti: Salmo 68,2 e ss.), p. 310.
Dio è nella sua santa dimora, colui che fa abitare una casa a chi è solo.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
2. - Domine, refugium factus (Antifona: Salmo 89,1; Versetti: Salmo 90,2 e ss.), p. 79.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
3. - Timete Dominum (Antifona: Salmo 34,10.11; Versetti: Salmo 34,2 e ss.), p. 453.
Temete il Signore, suoi santi: nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi sono miseri e affamati, ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.
dal Graduale simplex:
Nuptiæ factæ sunt (Antifona: Cf. Gv 2,1-2; Versetti: Salmo 37,1 e ss.), p. 379.
Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era Gesù con sua madre Maria.
dal Messale Romano:
1. Vi protegga il Signore dal suo santuario, da Sion vi sostenga.
Compia i desideri del vostro cuore e confermi pienamente il vostro proposito (Salmo 20,3.5).
2. Al mattino saziaci, Signore, con la tua grazia; esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
La bontà del Signore sia su di noi e sull’opera delle nostre mani (Salmo 90,14.17).
3. Ti benedirò ogni giorno, Signore, e loderò il tuo nome in eterno,
perché sei buono con tutti e su tutte le creature si espande il tuo amore
(Salmo 145,2.9).

CANTI PER LA PRESENTAZIONE DEI DONI
dal Graduale romanum:
1. - Immittet angelus (Antifona: Salmo 34,8.9), p. 325.
L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono,
e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore.
2. - In te speravi (Antifona: Salmo 31,15.16), p. 322.
Io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani».
dal Graduale simplex: Qui exspectant (Antifona: Cf. Salmo 37,9b; Versetti: Salmo 37,27 e
ss.), p. 382.
Chi spera nel Signore avrà in eredità la terra.
— Il Messale Romano, fatta salva la celebrazione della Cena del Signore il
Giovedì santo, non riporta mai l’antifona per la presentazione dei doni.

CANTI DI COMUNIONE
dal Graduale romanum:
1. - Beati mundo corde (Antifona: Mt 5,8-10; Versetti: Salmo 34,2
e ss.), p. 514.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno
dei cieli.
2. - Primum quærite (Antifona: Cf. Mt 6,33; Versetti: Salmo 37,1 e
ss.), p. 325.
Dice il Signore: «Cercate anzitutto, il regno di Dio e tutto vi
sarà date in aggiunta».
dal Graduale simplex:
Ecce sic benedicetur (Antifona: Salmo 128,4; Versetti: Salmo 128,1),
p. 383.
Ecco com’è benedetto l’uomo che teme il Signore.

dal Messale Romano:
1. Cristo ha amato la Chiesa e per lei ha dato se stesso per farla com-
parire davanti a sé come sposa santa e immacolata (Cf. Ef 5,25).
2. «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri,
come io ho amato voi», dice il Signore (Gv 13,34).
3. Benedirò il Signore in ogni tempo; sulla mia bocca sempre la sua
lode. Gustate e vedete come è buono il Signore, beato l’uomo che in lui
si rifugia (Salmo 33,1.9).
— Come canto di comunione, conformemente alla tradizione liturgica ro-
mana, si potrà sempre adottare un canto con il testo che fa riferimento al Van-
gelo proclamato nel corso della stessa celebrazione.

APPENDICE II
Schema – indice dei contenuti
1. Ingresso in chiesa degli sposi cfr. n. 15 musica
2. Canto d’Ingresso cfr. n. 8.13 canto
3. Memoria del Battesimo cfr. n. 5.11 canto
4. Gloria cfr. n. 4.10 canto
5. Canto interlezionale cfr. n. 7.12 canto
6. Acclamazione al Vangelo cfr. n. 7.12 canto
7. Canto dopo la consegna degli anelli cfr. n. 5.11 canto
8. Preghiera dei fedeli cfr. n. 5.11 canto
9. Invocazione dei Santi cfr. n. 5.11 canto
10. Canto per la presentazione dei doni cfr. n. 8.13.16 canto/musica
11. Santo cfr. n. 4.10 canto
12. Agnello di Dio cfr. n. 4.10 canto
13. Canto di Comunione cfr. n. 8.13.17 canto/musica
14. Canto dopo la Comunione cfr. n. 8 canto
15. Sottoscrizione dell’atto di matrimonio cfr. n. 6 canto/musica
16. Uscita dalla chiesa degli sposi cfr. n. 15 musica



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