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Documenti liturgici

Benedizione famiglieBENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE

La Benedizione delle case, o meglio Benedizione delle famiglie, è un sacramentale effettuato dal parroco, o da suoi collaboratori, visitando una a una le famiglie del territorio di competenza. Si tratta una prassi comune nelle parrocchie della nostra Diocesi. 

La Chiesa raccomanda che ogni parrocchia svolga tale benedizione annualmente, rifacendosi all’esempio di Gesù, che inviava i suoi discepoli a portare nelle case il dono della pace (cf. Mt 10, 13). La benedizione annuale delle famiglie viene poi vista come un’occasione preziosa e prioritaria del ministero pastorale, da non lasciar cadere. Nel Benedizionale della CEI, al capitolo XIII, intitolato Benedizione annuale delle famiglie nelle case, leggiamo: "Obbedienti al mandato di Cristo, i pastori devono considerare come uno dei compiti principali della loro azione pastorale la sollecitudine di visitare le famiglie cristiane e di recar loro l’annunzio della pace di Cristo, che raccomandò ai suoi discepoli: «In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa»" (n. 434). E inoltre: "Ai parroci pertanto e ai loro collaboratori stia particolarmente a cuore la consuetudine di far visita ogni anno, specialmente nel Tempo pasquale, alle famiglie presenti nell’ambito della loro giurisdizione. È un’occasione preziosa per l’esercizio del loro compito pastorale: occasione tanto più efficace in quanto offre la possibilità di accostare e conoscere tutte le famiglie" (n. 435). 

L’indicazione del Tempo pasquale come periodo in cui effettuare la benedizione annuale ha origine dal rito stesso della benedizione, che prevede che le famiglie vengano asperse con l’acqua benedetta nella solenne Veglia Pasquale, ma nulla vieta, anche per l'usanza locale, di iniziare già in Quaresima.

Le norme del rito prevedono che non si benedica una casa in assenza dei membri della famiglia che vi abita, poiché la benedizione riguarda propriamente la famiglia, non i locali (cf. nn. 436-437).

Il rito della benedizione che prevede una forma lunga (cf. nn. 441-458) e una forma breve (cf. nn. 459-466) ha due elementi essenziali: 

  • la lettura della parola di Dio
  • la preghiera di benedizione.

Esso può essere però adattato alle circostanze della famiglia, della presenza dei bambini, degli anziani o dei malati (cf. n. 440).

Infine, alla preghiera di benedizione si fa seguire l’aspersione con l’acqua benedetta, accompagnata dalla formula: "Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta, il ricordo del battesimo e l’adesione a Cristo Signore, crocifisso e risorto per la nostra salvezza. Amen" (n. 456 e 466). Tale aspersione ha il significato di ricordare il dono del battesimo, e di far rivivere nei presenti la bellezza della vocazione battesimale.

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