Sacramenti

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di Luciano Moia

 

Oggi come duemila anni fa quella Nascita è la carezza calda di Dio per tutti gli uomini, ma soprattutto per chi più è segnato dalla fatica dei giorni.

Natale, nonostante tutto. Nonostante le nostre debolezze, i nostri dubbi, le nostre paure, le nostre infedeltà, le nostre incertezze, le nostre contraddizioni, le nostre tante e gravi omissioni. Nonostante tutto Natale ci offre ancora una volta la possibilità di ricominciare. Forse non c'è dono più grande di questo. Nella luce di Betlemme possiamo di nuovo affidare tutto quanto ci affanna e ci sgomenta, ci opprime e ci disorienta a una speranza di rinnovamento. Se è vero che ogni nascita segna un punto di svolta, quella Nascita rappresenta qualcosa di ancora più grande, incommensurabile. Il passaggio più radicale e definitivo che si possa immaginare o forse solo tentare, perché ci sono confini invalicabili per la ragione.


 

Oggi come duemila anni fa il riscatto che arriva dalla Grotta diventa la più eccezionale e straordinaria opportunità per lasciarsi alle spalle le ingombranti macerie dei nostri conflitti e delle nostre povertà. Quelle che pesano nel fondo del cuore soffocando i fermenti della nostra interiorità e quelle, altrettanto gravose, legate alle difficoltà concrete di ogni giorno.

Natale non cancella nulla di tutto questo, non risolve d'incanto né gli affanni dell'anima, né le controversie familiari e neppure le delusioni a scuola o sul lavoro. Ci presenta però una chiave di lettura nuova e originale, ci invita a ricapitolare ogni centimetro quadrato di noi stessi, ogni pensiero, ogni azione, ogni scelta, ogni momento attraverso la freschezza rigogliosa di un mistero d'amore che si rinnova per sollecitare ciascuno a cambiare. Per proporre a ogni donna e a ogni uomo di buona volontà di mettere da parte tutto quanto rischia di rappresentare zavorra, inciampo, ostacolo, impedimento e ottundimento. Con la forza esplosiva e travolgente di una fissione nucleare, quella Nascita squaderna davanti ai nostri occhi intorpiditi da troppe immagini fuorvianti e ingannevoli la verità semplice ma decisiva della vita che riparte, che vuole affermarsi, che chiede spazio, che reclama attenzione.

Non si può rimanere indifferenti, né fingere che tutto scorra sempre uguale, con la lentezza quasi immota e desolante di chi non ha più nulla né da chiedere né da sperare. No, se ancora una volta la luce torna a brillare nella notte di Natale, significa proprio che ciascuno può tornare ad alzare lo sguardo, a scrutare con fiducia il cammino che ci sta davanti, a progettare nuovi percorsi, a immaginare un futuro più sereno. Quella Nascita è la carezza calda di Dio per tutti quelli che sono segnati dalla fatica dei giorni. È lo slancio di un abbraccio misterioso eppure tangibile nelle sue insondabili ragioni d'amore, rivolto soprattutto a chi più soffre, a chi più acuto e straziante alza nella notte il suo grido di dolore, a chi più dispera, fissando il buio impenetrabile della sofferenza, convinto di non scorgere mai più la luce tenue ma gioiosa del mattino (…).

Bisogna rinascere! Le vicende dolorose! Nella vita di ogni uomo ci possono essere tanti problemi, anche drammatici e urgenti! Tutti allora abbiamo un forte bisogno di ritrovare la forza rigeneratrice e la speranza che dovrebbe contagiare anche gli altri. L'immigrazione, la disabilità, la mancanza di lavoro… Inoltre, un’infinita gamma delle emergenze: la criminalità padrona di intere regioni del Sud, la corruzione, i rifiuti, le scuole che crollano, la sanità che zoppica, la magistratura che implode in guerre intestine, le sempre più numerose disgregazioni familiari, gli incidenti stradali, il bullismo e tanto altro ancora. In queste emergenze tutti in qualche modo siamo immersi e da cui in ogni momento rischiamo di essere travolti. Una prospettiva piatta e stanca nel suo costante allarmismo, in cui tutto sembra già definito. Ma in questo nostro affanno infinito, in questo vortice di difficoltà che sembra centrifugare uomini e cose, famiglie e istituzioni, verità e valori, ecco che succede qualcosa. Ecco che una provvidenziale discontinuità spezza la parabola che pareva già segnata, scompiglia un destino solo apparentemente ineluttabile nel suo doloroso fluire (…).

Da questo stato di cose dobbiamo ripartire. Questo ripartire rappresenta la svolta decisiva! L’evento inatteso e temuto che però deve diventare il volano per ritrovare coraggio, per riconsiderare globalmente la propria esistenza.

Una nascita per ridare speranza ad una madre. Una nascita, quella Nascita, per riaccendere il motore del mondo. Duemila anni fa come oggi. Nonostante tutto. Buon Natale!

Liturgia del Giorno

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