Giubileo 3

Confessione del papa

GIUBILEO E CONVERSIONE

Il termine conversione viene spesso riferito in modo prioritario o esclusivo al passaggio dal peccato alla grazia, dall’incredulità alla fede, dalla indifferen­za alla pratica religiosa. Questo uso è unilaterale e non corrisponde al reale sviluppo della vita spirituale. Di fatto la conversione diventa sempre più urgente man mano che la storia procede e che le persone cre­scono nella loro dimensione spirituale.
Anche la specie umana infatti è in processo e ad ogni svolta culturale crescono le esigenze della vita comunita­ria. Le conoscenze si accumulano e le capacità operative crescono in modo esponenziale. Di conseguenza crescono l’urgenza della collaborazione, la profondità della sinto­nia tra le persone, tra i gruppi sociali, tra i popoli e la ne­cessità di cambiamenti personali. Ad ogni passo compiuto sono necessarie nuove qualità spirituali come l’attenzione dell’ascolto, la sincerità dell’accoglienza e il coinvolgimen­to della condivisione. Più la società si sviluppa più sono necessarie collaborazione, convergenza di intenti e rela­zioni profonde: una sapienza cumulativa deve trasmetter­si da una generazione all’altra. Per questo più passa il tempo più le conversioni diventano ampie e urgenti.
Vi è poi un secondo aspetto della conversione: la ri­parazione del male. Più passa il tempo più appaiono le conseguenze degli errori commessi negli anni e nei secoli scorsi, che richiedono cambiamenti di stile e novità di vita.           
Share